lunedì 10 agosto 2015

Lavoro di pubblica utilità come misura alternativa al carcere, firmata la convenzione tra Comune e Tribunale di Cassino



Il Comune di Formia25/06/15 - Il Comune di Formia e il Tribunale di Cassino hanno sottoscritto una convenzione per i lavori di pubblica utilità e messa in prova degli adulti. L'accordo consentirà di svolgere attività utili alla collettività come misura alternativa alla detenzione in carcere.

Lo strumento ha dato già importanti risultati, soprattutto con l'applicazione ai reati di guida in stato di ebbrezza e/o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'istituto offre la possibilità di ottenere l'estinzione del reato svolgendo, a determinate condizioni, lavori di pubblica utilità presso gli enti convenzionati col Tribunale. Si tratta di un lavoro non retribuito e l'Amministrazione ospitante ha il solo onere della copertura assicurativa.

"L'auspicio - commenta Paolo Guerra, Direttore Reggente dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone - è che anche altre Amministrazioni valutino la possibilità di prendere in carico persone da impiegare in lavori di pubblica utilità. Ringraziamo il Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo per la sensibilità dimostrata; la Delegata alla legalità Patrizia Menanno, promotrice dell'iniziativa e tutto il personale dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone che ha collaborato alla stesura del protocollo".

"Abbiamo deciso di stipulare l'accordo - commenta la Delegata Patrizia Menanno - per venire incontro alle numerose richieste che ci sono pervenute da giovani e adulti destinatari di misure detentive, la gran parte comminate per guida in stato di ebbrezza. Come Amministrazione, non potevamo ignorare il problema. Finalmente, siamo ora in grado di fornire una risposta concreta a chi realmente vuole intraprendere un percorso riabilitativo e farlo nella propria città. L'obiettivo è fare in modo che, attraverso una seria riflessione sugli sbagli commessi, tali persone arrivino a modificare il proprio stile di vita".

"Ho piacere che questa iniziativa sia stata adottata dal Comune di Formia - sostiene Amedeo Ghionni, Presidente del Tribunale di Cassino -. L'ente pubblico è il soggetto che dà maggiori garanzie. La convenzione è un'opportunità per risolvere questo tipo di problemi. Formia ormai fa parte del circondario del Tribunale di Cassino e ogni forma di collaborazione viene vista sempre positivamente da parte mia perché aumenta l'integrazione tra i territori".

"Con la firma del Protocollo - spiega il Sindaco Sandro Bartolomeo - il Comune di Formia viene inserito nell'elenco degli enti convenzionati con il Tribunale di Cassino, presso cui sarà possibile accedere ai lavori di pubblica utilità come misure alternative al carcere e all'Istituto della messa in prova, di recente introdotto. E' importante incentivare il ricorso a questo istituto poiché è fondamentale far capire a chi è sottoposto a misure alternative che l'errore è riparabile attraverso un corretto comportamento nei confronti della società".

Dall'arresto di Zagaria al locale Commissariato, il Vice Sovrintendente Bianchini premiato dal Sindaco con un encomio


Luigi Bianchini con il Sindaco Bartolomeo24/07/15 - Quando era a Casal di Principe, presso la Sezione distaccata della Squadra Mobile di Caserta, ha preso parte ad alcune tra le più importanti operazioni anticamorra degli ultimi anni, come la cattura dei più pericolosi latitanti del clan dei Casalesi. Tra questi Nicola Schiavone, figlio di Francesco detto "Sandokan"; Mario Caterino, inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia; Michele Zagaria, ex primula rossa del clan, scovato il 7 dicembre 2011 a Casapesenna in un bunker di cemento armato costruito sotto un'abitazione.


Il Vice Sovrintendente Luigi Bianchini è tornato a casa. Quarantadue anni, formiano di Penitro, oggi è in servizio presso il Commissariato di Formia. Questa mattina il Sindaco Sandro Bartolomeo gli ha consegnato un encomio alla presenza del Vicequestore Paolo Di Francia, Dirigente del locale Commissariato di Polizia.
Il testo vergato sulla pergamena passa in rassegna i meriti conseguiti da Bianchini nella sua pur giovane carriera. Gli arresti, l'attività in un presidio di frontiera, un pezzo di Stato scavato nel cuore del clan, gli uffici della sezione ricavati in una villa lussuosa confiscata alla camorra sul corso principale di Casale.
"E' un onore e un dovere - scrive il Sindaco nell'encomio - tributare un riconoscimento formale a un cittadino formiano distintosi per le elevate capacità professionali, l'acume investigativo, il coraggio, l'abnegazione, l'alto senso del dovere, la sensibilità e lo sprezzo del pericolo nel gestire le problematiche connesse alla sicurezza e al rispetto e ripristino della legalità in una così complessa area geografica".
L'encomio solenne è "un doveroso segno di riconoscimento per quanto ha fatto e quanto ancora farà per la collettività formiana con l'auspicio che il suo esempio sia di stimolo per tutti, addetti all'ordine pubblico e comuni cittadini, a profondere un impegno adeguato all'altissimo valore della tutela della legalità di fronte alle minacce della criminalità organizzata".

“Sport, Cultura e Legalità”, Procuratore Nazionale Antimafia Roberti: “il Basso Lazio è un territorio attenzionato”

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“Per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci e una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere”. Con le parole del discorso d’insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti ha concluso il suo intervento a Formia, ospite del dibattito “Sport, Cultura e Legalità” tenutosi nel pomeriggio di ieri al “Venezia-Montecarlo Village” presso il molo Vespucci. Parco relatori di assoluto livello con la presenza anche del Procuratore di Campobasso Armando D’Alterio, del Questore di Latina Giuseppe De Matteis e dell’ex campione di nuovo Salvatore Bavaro. A rappresentare il  Comune di Formia c’erano il Sindaco Sandro Bartolomeo, il Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Tallerini e la Delegata alla Legalità Patrizia Menanno.
Nel corso dell’incontro, moderato dalla giornalista Angela Nicoletti, si è parlato di cultura della legalità, dell’esigenza che lo Stato ha diincontro con Roberti fare rete perché la criminalità organizzata si combatte solo attraverso un coordinamento efficace tra tutte le Istituzioni. Sport e legalità, un filo diretto. Perché, come ben spiegato dagli insigni relatori, lo sport, quello sano, è un modello virtuoso da recepire nei vari percorsi della vita sociale. Non a caso, le Olimpiadi sono un’invenzione della civiltà greca, modello di democrazia che ha ispirato tutti i Paesi d’Occidente. Il capo della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti ha confermato che il basso Lazio è un territorio oggetto d’attenzione da parte di magistratura e forze dell’ordine. Ha quindi sollecitato istituzioni e società civile a tenere alta la soglia dell’attenzione per arginare la forza di penetrazione dei gruppi criminali, offrendo la sua disponibilità a tornare a Formia per incontrare gli studenti e prendere parte alle attività educative promosse dall’Amministrazione comunale per il Mese della Legalità.
Il Procuratore D’Alterio si è detto invece piacevolmente “sorpreso” per l’invito ricevuto e per la presenza nell’Amministrazione comunale di una figura come quella della Delegata alla Legalità. “Sono sorpreso” – ha detto D’Alterio -, perché è difficile trovare sul territorio Amministrazioni che in modo così chiaro si attivino per la diffusione dei valori e della cultura della legalità”. Il Questore di Latina Giuseppe De Matteis, pur evitando ogni forma di valutazione politica, ha riconosciuto nel Sindaco di Formia “una figura di garanzia per la legalità”, sottolineando come le azioni da lui messe in campo siano condivise da Stato e forze di Polizia. E’ tornato anche sul caso Piccolino, plaudendo alle iniziative di sensibilizzazione promosse dal Comune dopo l’omicidio. Perché, anche qualora le indagini dovessero definitivamente escludere la pista della camorra, “è sbagliato dire che a Formia e nel territorio la criminalità organizzata non esiste. Sensibilizzare i cittadini sul tema delle mafie è uno degli strumenti che abbiamo per combatterle”.

Omicidio Piccolino, la polizia arresta il killer

FORMIA – A poche ore dall’arresto emergono altre novità sull’omicidio dell’avvocato Mario Piccolino. Michele Rossi è stato ascoltato per oltre cinque ore dal sostituito procuratore della Repubblica di Cassino Alfredo Mattei, titolare delle indagini insieme alla Direzione distrettuale Antimafia. Incalzato durante l’interrogatorio tenuto presso il Commissariato di Polizia nella nottata, l’imprenditore originario di Cellole ha ammesso di aver sparato all’avvocato Piccolino.
Mario Piccolino
Mario Piccolino
Secondo quanto trapela, l’arresto sarebbe scattato con largo anticipo in quanto Rossi – accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione – aveva manifestato l’intenzione di suicidarsi. Infatti, presso la sua abitazione a Santi Cosma e Damiano, una masseria in Via Ruosi, adibita ad azienda agricola, è stato rinvenuto anche un foglio sul quale aveva scritto appunto di volersi togliere la vita. Insomma, una lettera di addio dopo aver compiuto il gesto della vendetta contro il blogger Piccolino. Da tempo malato, sembra che il 59enne soffrisse di depressione. Durante la perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti anche alcuni fucili, regolarmente detenuti. Della pistola calibro 22, utilizzata per compiere l’omicidio, però, nessuna traccia.
I fucili sequestrati durante la perquisizione domiciliare
I fucili sequestrati durante la perquisizione domiciliare
Come già anticipato ieri su Temporeale.info, il movente sarebbe legato alla causa giudiziaria intorno alla grotta di Ventotene, sita in località Pozzillo, divenuta poi un’abitazione. Un risentimento protrattosi per molti anni al quale sono seguite alcune liti personali tra lui e lo stesso avvocato di Formia. Nel settembre 2014 lo stesso Piccolino aveva pubblicato sul blog Freevillage.it un articolo al vetriolo nel quale sbeffeggiava Michele Rossi, definendolo “il camerata”, per la sua militanza nella destra radicale. Nel 2003 si candidò alle elezioni amministrative nella lista di Fiamma Tricolore e nel 2008 nella Destra Formiana, in entrambi i casi con candidato a sindaco Michele Forte. Tra l’altro, durante la perquisizione domiciliare è stato trovato un busto di Benito Mussolini e altro materiale inneggiante al fascismo.
Prima di intraprendere l’attività commerciale nel campo ortofrutticolo, Michele Rossi ha avuto un passato come paracadutista. Il 59enne, difeso dall’avvocato Andrea Di Croce, soffre di diabete ed è stato colpito da ben due ictus, che lo avrebbero in qualche modo destabilizzato a livello psichico. Dopo una lunga riabilitazione, è tornato alla vita normale dopo soli due mesi, dimagrito di 16 chili, non coordinava bene le gambe tanto da non essere perfettamente in grado di guidare. Inoltre, aveva iniziato il procedimento per farsi riconoscere l’invalidità. Era un tipo taciturno, usciva poco di casa, se non per accompagnare a scuola la figlia minorenne. Ha altre due figlie, di 15 e 24 anni.
La convalida dell’arresto dovrebbe avvenire venerdì prossimo, davanti al gip Angelo Valerio Lanna del Tribunale di Cassino. Intanto, Marco Piccolino, fratello della vittima, si è costituito negli avvocati Michele Piccolino e Alberto Scerbo.
Restanto ancora tanti lati oscuri in una vicenda che ha sconvolto la città di Formia.
Giuseppe Mallozzi

Omicidio dell’avvocato Mario Piccolino, la fiaccolata a Formia


ASSASSINATO A SANGUE FREDDO L'AVVOCATO PICCOLINO

Formia, ucciso nel suo studio avvocato Mario Piccolino. Blogger pro legalità

Formia, ucciso nel suo studio avvocato Mario Piccolino. Blogger pro legalità
Cronaca
E' stato probabilmente colpito alla testa da un colpo di arma da fuoco. Aveva 71 anni, faceva l'avvocato e scriveva sul sito freevillage.it di una zona ad alta infiltrazione della camorra. Nel 2009 era già stato aggredito con un cric.
Un unico colpo, diretto alla testa. Mario Piccolino è morto così, mentre si trovava nel suo studio di Formia. La vittima aveva 71 anni, era un avvocato e un noto blogger di freevillage.it, dove pubblicava articoli contro le mafie, indiscrezioni e commenti politici. Un omicidio avvenuto in una città ad alto tasso mafioso, in un territorio – quella di Latina – che Carmine Schiavone chiamava semplicemente “provincia di Casale”, dove da tempo vivono moltissimi esponenti storici dei principali clan dell’agro-aversano.
Piccolino è stato colpito nel suo studio in pieno centro, poco dopo le 17. Un uomo a volto scoperto, di statura media, vestito con una bermuda militare, ha chiesto di lui ad un giovane ingegnere che divideva lo studio con l’avvocato, presentandosi come un cliente. Il testimone ha raccontato di aver sentito prima una breve discussione e poi un unico colpo di arma da fuoco, che ha freddato la vittima. Secondo i primi rilievi l’omicida avrebbe utilizzato una parabellum 9×21.
La squadra mobile di Latina sta ascoltando in queste ore i testimoni, per cercare di dare un volto ed una identità al killer. Al momento c’è grande cautela sui possibili moventi dell’omicidio. Non viene scartata la ritorsione da parte di uno dei tanti clan di camorra che da anni vivono e operano a Formia, considerata fin dagli anni ’80 la “Svizzera dei Casalesi”. Gli investigatori stanno valutando anche la pista di una vendetta da parte di un cliente dell’avvocato, molto conosciuto in città. Nel 2009 Piccolino era già stato aggredito, colpito con un cric sul volto da un uomo che si era introdotto nello studio. L’aggressore è stato poi identificato come Angelo Bardellino e successivamente rinviato a giudizio.
Formia in questi ultimi mesi sta vivendo un periodo di particolare tensione. Solo qualche giorno fa un giornalista della testata h24notizie.com è stato aggredito in città da un imprenditore. Il comune di Formia ha comunicato che per domani è previsto un consiglio comunale straordinario.

mercoledì 1 aprile 2015

CALA IL SIPARIO SULLA SECONDA EDIZIONE DEL MESE DELLA LEGALITA'

Trentuno giorni e venticinque eventi, tra lezioni, laboratori per le scuole, incontri, mostre e cinema; ventotto ospiti di caratura nazionale, cinque presentazioni di libri (Salvo Sottile, Pino Scaccia, Catello Maresca, Francesco Neri e Gianluca Arcopinto). E ancora: due mostre alla galleria della Corte Comunale (una fotografica e l’altra cinematografica), una rassegna di cinema con la proiezione “assistita” di un film ogni sabato sera; iniziative istituzionali come la stipula di un patto di intenti tra le città di Formia, Casal di Principe e Cassino. Un parco ospiti di prestigio e spessore: il Questore di Latina De Matteis, il prete antimafia don Luigi Merola, i pm della Dda di Napoli Sirignano, Conzo e Maresca, il Vicecapo della Dia di Roma Di Terlizzi, l’onorevole Celeste Costantino, il sociologo Vincenzo Pizza. Attori, sceneggiatori, registi: Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Daniele Urciuolo, Daniele Di Biasio, Leonardo Fasoli, Lucia Bendia, Angelo Carbone, Fabio Mollo, Riccardo Nisini.
 Numeri importanti per la seconda edizione del “Mese della legalità” chiusosi ieri sera con una importante conferenza nella sala Ribaud del Comune. Ospiti dell’Amministrazione il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Giovanni Conzo e il Colonnello Antonio Di Terlizzi, Vicecapo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma. E’ stata l’occasione per parlare di camorra e di strumenti – culturali e operativi – in mano ai cittadini per dare il proprio contributo nella lotta alla criminalità organizzata. Nel corso della serata, i componenti dell’Osservatorio Comunale per la Legalità e la lotta alla mafia hanno presentato un’approfondita relazione sui primi mesi di lavoro dell’organismo incaricato di monitorare i fenomeni criminali del territorio e di vigilare sulla trasparenza degli atti amministrativi prodotti dal Comune. Sala gremita di persone. Tanti studenti, accorsi anche al di fuori degli orari di lezione.
             E’ proprio la  sentita partecipazione delle scuole il dato principale di questa edizione. Otto gli istituti scolastici coinvolti (non solo Formia: anche San Cosma e Gaeta). Più di 1200 alunne e alunni della scuola primaria e secondaria.
 “Il format scelto – spiegano il Sindaco Sandro Bartolomeo e la Delegata alla Legalità Patrizia Menanno – ha dato i suoi frutti. Al taglio accademico abbiamo opposto un approccio dinamico e interattivo. Lezioni e laboratori hanno raccolto l’interesse e la partecipazione di ragazze e ragazzi, presupposto necessario perché tutto questo si trasformi in reale educazione. Un ruolo fondamentale ha avuto l’arte visiva e in particolar modo il cinema. Abbiamo posto a confronto visioni diverse, discusso il valore educativo o diseducativo di serie tv come ‘Gomorra’ o ‘Romanzo criminale’. C’è chi crede producano eroi negativi e spingano i giovani a vedere nel sopruso uno strumento tramite cui conquistare potere e ricchezza. Ne abbiamo parlato con scrittori, sceneggiatori, registi e attori. E’ emersa la distanza tra finzione e realtà e, al contempo, la necessità di conoscere i fenomeni criminali per capirne la portata distruttiva. Spunti di riflessione importanti. Un lascito che ci spinge a proseguire in questo percorso e a puntare sull’educazione delle nuove generazioni per costruire cittadini sempre più consapevoli e rispettosi delle regole di civile e sana convivenza tra gli uomini”.
il mese della legalita 15 conso VVV 02